In complesso dunque, se ne togli il bellissimo chiostro che rispecchia tutta l'eleganza dello stile toscano del XV secolo, ogni altra parte dell'immenso edifizio non presenta che l'accozzo di manifestazioni dell'arte decadente, di un'arte suntuosa, ma priva dell'alito del genio. Restano a celebrare la fama della Certosa la sua grandiosità e gl'incanti della sua splendida giacitura, in questa valle deliziosa, di prospetto al mare, in mezzo alle onde del quale, nelle serene giornate, spunta la massa azzurrognola dell'isola di Gorgona che Papa Gregorio XI concesse nel 1374, insieme al romito monastero, che ne occupava la sommità, ai Certosini di Pisa.

CHIESA DI S. CASSIANO A SETTIMO — ARCHITRAVE DI UNA PORTA LATERALE. (Fot. Alinari).

Ripassando l'Arno e proseguendo oltre Pontedera il cammino verso Pisa, dobbiamo soffermarci a Cascina, popoloso paese, già forte castello che sorge nel centro di uno dei comuni più densi di popolazione. Cascina presenta da lungi l'aspetto di una corona civica, perchè conserva in gran parte la cerchia delle sue mura di mattone, dalle quali s'inalzano a intervalli regolari le torri di difesa. In origine era un borgo aperto, esposto di continuo ai danni delle guerre e delle scorrerie. I Lucchesi lo danneggiarono nel 1295, le milizie della Lega Guelfa lo posero a sacco nel 1328; due volte nel 1341 e nel 1362 lo presero i Fiorentini, i quali, il 28 luglio 1364, riportarono in questo luogo sui Pisani una celebre vittoria che valse a far aggiungere fra i Santi protettori di Firenze S. Vittorio ed a far celebrare annualmente in cotesto giorno feste e palii. I Pisani si decisero allora a fortificare convenientemente il borgo di Cascina e nel 1385 lo circondarono di mura. Ciò non valse però ad assicurare il loro dominio su questo luogo, perchè nel 1499 i Fiorentini l'assalirono, lo presero e lo incorporarono nel loro territorio.

Degli edifizi di Cascina il più importante è la Pieve di S. Maria, la quale, a differenza delle altre pievi, anzichè fuori delle mura, si trova nell'interno del castello. È a tre navate divise da colonne di cipollino e di granito con variati capitelli ed esternamente è tutta rivestita di marmi bianchi e neri, foggiati secondo i caratteri comuni a tutte le chiese del territorio pisano, sorte intorno al 1000. Nessun'opera di notevole importanza si conserva in questa chiesa. A Cascina ebbero una chiesa ed un ospizio dedicato a S. Giovanni i Cavalieri Gerosolimitani: ma, soppresso quell'ordine, l'edifizio fu venduto a privati che ridussero la chiesa a magazzino. È deplorevole che da anni ed anni nessuno sia riuscito a riparare a questa ingiustificabile noncuranza e che si lascino rapidamente deperire i pregevolissimi affreschi che Martino di Bartolommeo da Siena vi dipinse nel 1396.

ESTERNO DELLA BADIA DI S. SAVINO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).