— ... quel giovine dev’essere un po’ sciocco, anzi molto.
— Ma cosa mai ti scriveva in quelle famose lettere?
— Eh!... una quantità di scempiaggini! Ch’era innamorato, che non viveva più, che mi chiedeva umilmente di potermi parlare, che mi avrebbe rispettata sempre... insomma, caro mio, una sera, perchè non venisse a scoprire chi sono e dove sto, gli ho dovuto dare un appuntamento per il giorno dopo.
— Brava!... e dove?
— Al Giardino Pubblico.
Egli aveva un’espressione attenta, indagatrice, irascibile.
— Insomma, Lora, dimmi la verità: tu hai fatta qualche sciocchezza con lui!
— No! ti giuro di no. E a te lo direi, perchè non voglio nasconderti niente. Anzi, mi piacerebbe che noi due si fosse amici, molto amici, e che tu m’aiutassi, mi prendessi un poco sotto la tua protezione, perchè, vedi, anch’io, come te, mi sento attratta a vivere in ben altro modo...
Dolcemente gli aveva presa la mano, lo carezzava, con un gesto pieno di femminilità.
— Va bene, Lora, va bene...