— Súbito.

— Davvero?

— Eh, te lo direi, diavolo! O si fa una confessione, oppure si tace, ti pare?

— E come andò a finire?

— Non è finita. È una storia molto recente. Il braccialetto me lo diede quindici giorni fa. E ci ha messo quel motto per farmi comprendere le sue buone intenzioni. Infatti vuol dire press’a poco: «Non c’è niente di male...» Vero?

Arrigo si mise a ridere, e carezzò lievemente il viso della sorella.

— Però, — ella fece, — tu dici «honný» lui mi pare che dicesse «hónny».

— Honný, honný, con l’accento su l’i. Stanne certa.

— Tu lo devi sapere perchè lo parli bene, il francese. Del resto è naturale; avevi un’amante ch’era francese: anzi eccola lì... — Segnava due grandi ritratti della Ruskaia, uno sopra un tavolino, l’altro appeso al muro.

— No, Loretta, quella era una russa.