— E dov’è andata?

— È partita già da un pezzo. Continua.

— Dunque ti dicevo che, nonostante il motto, aveva certe idee tutt’altro che tranquille. E un bel giorno, anzi pochi giorni fa, visto che non gli riusciva di condurmi a’ suoi fini, è giunto a farmi una proposta esplicita... Mi ha detto insomma ch’è innamorato pazzo di me, che non può più sopportare il tormento ch’io gli faccio patire, perchè se ne ammalerebbe, e che infine, se volessi decidermi, se volessi esser buona con lui, potrei chiedergli, prima e dopo, qualsiasi cosa: me la darebbe.

— E tu?

— Io gli ho detto di no. Gli ho detto di no chiaro e tondo. Ma sono stata un poco in dubbio, per dire la verità. Poi ho rifiutato, pensando che a mutar parere avrei tempo in séguito, caso mai... Vedi, con te parlo apertamente. Si fosse trattato di cambiar vita una volta per sempre, allora sì. Ma so io cos’accadrebbe dopo? Il passo è grave, e non si può farlo che una volta sola. Ne ho vedute ben altre, io!

Egli trasse un lungo respiro:

— Brava, Loretta! sei una ragazza di buon senso. Brava!

E rimase lì a guardarla maravigliato, quasi trasognato, nell’udirla parlare così. Poi lo prese un impeto di amor fraterno, si levò sopra un gomito e le diede un forte bacio su la bocca ridente.

— No, capirai, — riprese la sorella, — un gran merito non l’ho. Se mi fosse proprio piaciuto, se mi fossi innamorata, via, pazienza! Ti confesso che domani, per un tipo il quale m’andasse a genio, forse forse una sciocchezza sarei capace di farla... Ma per lui no.

— Insomma, — l’interruppe Arrigo — si può sapere chi è?