— Poi, non credo che ti convenga.
— Oh, bravo! Adesso ragioni meglio.
— Non credo che ti convenga in nessun modo, ma sopra tutto non così leggermente com’egli forse immagina.
Ella si fece piccola, carezzevole, insinuante come la più scaltra donna, e curvata un poco sopra di lui, quasi pareva che tentasse di fasciarlo nell’insidia della sua femminilità.
— Aiutami Rigo... — ella disse.
— Io?
— Sì, tu, proprio tu, Rigo! Lascia da parte i rigori da fratello maggiore... Fra te e me si può fare un patto. Io conosco la tua vita meglio che tu non creda; tu non conosci nulla della mia, però ti rassomiglio. Vorrei, come te, giungere lontano, il più lontano che sia possibile: per quale strada non importa. Guardami: ti sembro nata per fare la bottegaia? E non ne ho voglia, sai! Tu solo puoi comprendere con quanta forza non ne abbia voglia... Senti: ho pensato qualchevolta di scapparmene via di casa e venire da te. Insieme si vivrebbe forse bene.
— Tutto quello che mi dici è un poco strano, — egli rispose, turbato.
— È strano, ma è vero. Perchè non puoi ammettere che anche a me, come a te, sorrida una vita più bella? Probabilmente Rafa non mi sposerà, ma potrebbe in altro modo essere l’uomo al quale dovrei la mia fortuna.
— Quest’altro modo, — egli la interruppe, — vorrebbe dire vendersi.