— Questa mattina mi svegliai troppo tardi e non ebbi tempo, — disse Arrigo. — Dunque, come va?
— Non c’è male; ho visto Rafa adesso adesso.
— Ah, sì?
— Ieri avevo un appuntamento con lui alle quattro; non vi sono andata per venire da te. E stamane, alla Posta, ecco súbito una sua lettera disperata. Non ho potuto evitare di vederlo oggi. Però me ne sono liberata in fretta; eccomi qui.
Arrigo era seduto presso la finestra, di fronte alla specchiera, e, con molte forbici, ferri, legnuzzi e pomate si andava nettando le unghie, che a poco a poco rilucevano. Aveva i capelli ancor tutti arruffati, umidi, e fumava, come di consueto.
— Cos’adoperi per le unghie? — domandò la sorella.
— Una pomata francese che si chiama «Roséine». È buonissima.
— Costa cara?
— Cinque lire il vasetto.
— Peuh, non c’è male!