— È un profumo delizioso. Come si chiama?
— Chevalier d’Orsay. Lo vuoi?
— E tu?
— Me ne prenderò un altro.
— Grazie.
Le sue narici, nell’odorarlo, avevano la palpitazione di certe lievi ali di api morte, luccicanti come lamine d’oro, che piovono per l’aria, l’estate, quando il vento cade.
V
Una sera, quando la sarta ebbe fatto l’abito, Arrigo andò a prendere Loretta per condurla a teatro.
— Tu le dài troppi vizi! — disse il padre ad Arrigo, poi che seppe lo scopo della visita. E scoteva la sua testa grigia con un atto d’indulgenza rassegnata.
— Via, non essere troppo severo! — fece Arrigo. — Loretta ha voglia di svagarsi; e lo si capisce: è la sua età.