Loretta era già pronta, ritta su la soglia, e trepidava.
— Va bene; ma devi sapere che, d’idee poco serie, questa figliola ne ha già da vendere, — disse il padre con la sua voce mite.
Capitò il Riotti proprio in quel punto. Benchè in dissapori con Arrigo dopo il congedo brusco che ne aveva ricevuto, non seppe frenare la sua maledetta lingua.
— Oh, il ritorno del figliuol prodigo!... — esclamò. — Che bella improvvisata!
Loretta, che non lo poteva soffrire, gli rimandò di botto:
— Se si mischiasse un po’ dei fatti suoi, signor Riotti?
— Veh, la pettegola! — rifece lui con bile.
Arrigo l’onorò di un saluto cerimonioso.
— Prendi le chiavi con te, Loretta; lo spettacolo finirà tardi, — egli suggerì alla sorella.
— Si va dunque a teatro? — osservò il farmacista. — E tu la lasci andare? — soggiunse, rivolto all’occhialaio.