— Vieni qui... tanto è lo stesso!

Egli ebbe un piccolo tremito.

— Sì? posso venire?

Apparve dietro l’uscio, un po’ stravolto, con gli occhi fissi.

— Come ti sei pettinata bene! — osservò.

Ella si volse a lui, per essere veduta in faccia, con un atto pieno di civetteria:

— Ti piaccio?

Egli rispose di sì, con gli occhi, senza dir nulla.

C’era già in tutta la camera quell’odor femminile che turba i sensi come un forte bacio.

Ella era di fatti in gonnella, con le braccia nude, un copribusto che le giungeva solo a mezzo il petto ed a mezzo la schiena. Non gli era sembrata mai così bella. Arrigo le si avvicinò, un poco titubante, non sapendo che fare per sembrarle naturale. Nell’accomodarsi i riccioli ella teneva le braccia alzate; un’ombra oscura le appariva nel cavo delle ascelle. In quell’atto ella sorprese gli occhi di lui che la fissavano, intenti e lucidi. Allora, per un pudor naturale, abbassò le braccia, se le strinse al petto, e si fece rossa.