— Davvero? — ella fece con una incredulità sorridente, specchiandosi per ogni lato. Poi ebbe quasi un piccolo pudore:

— Ma, di’, non sono troppo... nuda?

— È la moda quest’anno. Le donne, quando son vestite paiono più nude che in camicia.

Ella si mise il cappello, si specchiò ancora, s’incipriò ancora, si fece scorrere lentamente su l’avambraccio i guanti stretti, e ravvolta in un gran mantello che le scendeva sin quasi ai piedi, esclamò allegramente:

— Son pronta!

Per le scale s’appese al braccio di lui, ed uscirono.

Il mese di Marzo passava, carico di buoni odori. Faceva una sera tepida e chiara. Il cielo, sgombro d’ogni nube, metteva tra le case fosche un tremolìo di stelle. La città s’inoltrava nella notte con un grande respiro di sollievo, mentre qualche coppia di innamorati, stretta e lenta, se n’andava per via discorrendo di cose dolci. Seduta presso il fratello, in una vettura scoperta, Loretta inseguiva con occhi turbati quegli amanti senza nome che andavano in cerca del buio.

— Quanta gente che si parla d’amore?... Non vedi?

— È l’ora, — egli osservò, — poi è la primavera.

— Dunque, vedendoci, forse penseranno che anche noi...