Tutt’e due sapevano che vedersi ancora voleva dire buttarsi ciecamente nella perdizione del peccato. S’eran divisi, l’ultima sera, con una specie di spavento, e però, toccandosi la mano fredda, scambiandosi l’ultimo bacio sul limitare della casa paterna, una promessa era corsa fra loro, ineffabile, orrenda, non detta con parole, perchè nessuna parola avrebbe osata profferirla.
— Quando?... — gli aveva ella domandato, serrandosi contro di lui, tremandone come un’amante impaurita. Egli voleva rispondere: «Mai più! mai più!» Ma sentì che tutta la sua vita pendeva da quel desiderio, e le promise un giorno prossimo, le suggerì di tacere.
— Addio... scrivi, — ella disse. Poi scomparve nel buio delle scale.
Ma tutt’e due sentirono che il tormento cresceva, che nessuna forza umana li avrebbe salvati più dal pericolo meraviglioso nel quale si sentivano avvolti.
Quando il giorno fissato venne, Arrigo, si recò a prenderla, mentre ancora, su la mensa paterna, il pranzo non era imbandito. Per tutto il giorno Loretta era stata nervosa, irritabile, insolente. Fin dal mattino aveva rimbeccata la madre perchè questa si era permessa di osservarle:
— Tuo padre ha ragione. Arrigo ti dà troppi vizii: teatri, cene... Vi sei stata pochi giorni fa; che bisogno c’era di tornarvi oggi?
A colazione aveva coperto d’insolenze il fratello Paolo, perchè questi, vedendo ch’ella non toccava cibo, si era messo a borbottar sottovoce:
— La signorina ha i vapori! Ormai per lei ci vogliono le beccaccine e le lingue di pappagallo!
Loretta diede una scrollata di spalle, poi s’irritò. E l’altro, più scherzevole, ripeteva: — Sì, ha i vapori! ha i vapori!
Li aveva un poco infatti; era pallida come fosse incipriata, con gli occhi divenuti più vasti e più lucenti; non poteva star ferma; s’era pettinata male. Verso le quattro del pomeriggio aveva cominciato a rivestirsi, piano piano, con una infinità di cure; s’era tutta lavata, profumata, coltivata, come un fiore prima di metterlo in vaso. Era stata un’ora a lisciarsi i capelli, a strofinarsi le unghie; aveva pure pensato ad annerirsi un po’ gli occhi, ma vedendo che ciò le riusciva male, se li era nettati con un pannolino umido. S’era messa la camicia più fina, le mutande più adorne di pizzi, ed in particolar modo, prima di vestirsi, s’era guardata nello specchio, tutta nuda, con un lungo brivido. Nondimeno, a dispetto di tante cure minuziose, quel giorno non era del tutto bella, non le riusciva d’esser bella come di consueto.