— Ma te ne voglio, Lora, — egli rispose.
— No... dev’essere un’altra cosa... non lo diresti così.
— Come dovrei dirlo?
— Niente, non dire niente.
Ella improvvisamente si sentì piena di tristezza; nella sua voce tremava quasi un dolore.
— Vuoi che andiamo a pranzo? — domandò Arrigo.
— Andiamo.
— Ti condurrò in una trattoria che non conosci; è fuori di porta, in mezzo alla campagna, e le tavole sono in giardino. Vuoi?
— Sì, Rigo.
Salirono nella prima vettura che trovarono, senza badare al vetturino, che, malcontento della corsa troppo lunga, non cessava dal bestemmiare tra i denti. Piano piano, su gli aspri ciottoli, il cavalluccio cominciò a trottare.