Egli le rispose con serrarle una mano, e, turbato, non aggiunse parola.
— Senti, — fece Loretta, — spiégami una cosa. Perchè io, che sono tua sorella, voglio bene a te?
— Taci, non dire così.
— Ma è vero! Se fosse una cosa brutta, come pare a noi, essa non accadrebbe. Invece, vedi, tutto quello che potrei sentire per un altro, per un estraneo, lo sento per te. Mi fa male, molto male...
— Loretta, mia Loretta... — egli mormorò con una trepidazione paurosa.
— No, sii buono, voglio parlare, voglio parlarne con te.
Lasciò la sua mano, e raccostatasi a lui, gli sfasciò, gli ravvolse il braccio con il suo braccio morbido.
— Questo amore mi ha presa tutta in un momento... prima non lo sapevo.
Si protese a lui, così che gli moveva sul fiore della bocca i riccioli della sua fronte bionda, e pregò sottovoce:
— Dammi un bacio... piano, piano... Fa buio, nessuno vede...