— La vita nelle campagne dev’essere migliore che nelle città. Perchè non mi porti via, Rigo?

— Portarti via? Ma dove?

— Dove non importa. Una settimana sola. Vorrei fare un piccolo viaggio con te, starti vicina sempre, giorno e notte, non lasciarti mai, giorno e notte... Che felicità, pensa!

Il fratello scosse il capo, e tacendo le diede una carezza sul dosso delle mani, poi su le ginocchia.

— Portami via... — ella disse ancora, supplichevole.

— Non si può.

Incontrarono in quel punto un’allegra comitiva che tornava in città cantando. Apparve di lontano un villaggio, e, prima del villaggio, dietro una casa, un gruppo d’alberi folti ove brillavano molti lumi.

— Vedi: è là che si pranza, — disse Arrigo segnando il chiarore. — Viene molta gente in estate perchè vi si mangia bene.

Giunsero. Un cameriere di onesti modi si avanzò dalla soglia incontro ai sopraggiunti.

— Vuoi aspettarci? — domandò Arrigo al vetturino. — Ti farò pranzare.