— Se non stai ferma, benedetta!...
— Ora, tanto, me lo levo il busto! — disse lei, tirando un baffetto d’Arrigo.
— No, no, stringete, stringete, mamma Gilda! — egli rispose.
— Perchè?... — fece la Mercedes, malcontenta, e guardandolo con civetteria.
— Non ho tempo.
— Ve’, il moscardino! — esclamò la vecchia, che in fondo in fondo, per antica memoria, venerava gli uomini i quali hanno tempo sempre. — Una volta, corbézzoli! non me lo sarei lasciato dire.
— Mamma Gilda, m’è accaduto un guaio; navigo in pessime acque... — fece Arrigo.
— Già... — rispose l’altra con sogghigno, — capisco!... Ma, se si tratta di quattrini, è meglio che tu ti rivolga al tuo banchiere. Qui non facciamo credito.
— Be’, Mamma Gilda, cosa ne sai tu? cosa c’entri tu? — fece la Mercedes, mentre Arrigo fissava la vecchia con uno sdegno taciturno.
— Pífferi! So che c’è voluto un bel tempo a mettere fuor dai piedi quella buona lana di Giannotto, ed ora non vorrei che t’invischiassi con quest’altro, mo’!...