Il fratello si mise a guardarla, fissamente, insidiosamente, con un’espressione ambigua; ella sostenne un poco il suo sguardo, poi chinò la faccia nell’ombra del cappello.
— Se mi guardi così, Rigo, mi fai arrossire...
— Sei tanto bella, fiore mio!... — egli esclamò, piegandosi un poco verso di lei, come attratto dal respiro della sua bocca.
Ed ella gli sorrise dal volto chino.
— Ma se non ti piaccio... — mormorò, con una civetteria timida.
— Sei tanto bella! — diss’egli ancora; — tanto, che mi fai male...
Ella non aveva pudore; sollevò la faccia, la sua bocca rise, viva, invermigliata, piena di colpa. Le splendevan gli occhi: non aveva pudore.
— Ed allora perchè?... — fece con esitazione.
— Cosa dici?
— ... perchè non mi vuoi?