— Eh, ormai!... Dunque m’hanno detto che ha lasciato il suo barone ed è scappata con un maestro di scherma.

Arrigo e Clara scoppiarono a ridere; quella impertinenza li divertiva; il domestico nascose la faccia nel vano del saliscendi per dissimulare una risata.

— Per bacco! — esclamò Arrigo; — si raccontano molte belle cose nei ricevimenti di signorine.

— Che vuole? Dappertutto è così. Poi c’è ancora quello che non le dico: il più bello...

— Sentiamo, sentiamo!

— Ah, questo poi no! Ma le assicuro che certe amiche mie ne sanno più... più di lei!

— Ci vuol poco, signorina; io sono un uomo serio.

— Peuh... peuh!

— Come? Ne dubitate? Sapete forse qualcosa anche sul conto mio?

— E quante ne so! Si metta bene in mente che in città non succede cosa, dal mattino alla sera nè dalla sera al mattino, senza che noi lo si sappia. Chissà per qual verso, e però tutto arriva. Per esempio, — questo è un altro discorso — ma chi ha detto che lei ha una sorella tanto carina?