— Sono tre, mi pare, insieme, — disse Loretta.

— No, Dómino è sempre in testa, ma per poco, — fece Arrigo, attento al canocchiale.

Giungevano. Da la folla si levava qualche clamore, qualche nome indistinto:

— Dómino! Dómino! Canopic! Smallah!....

— Vince! vince! — esclamava Loretta, stringendo nervosamente il braccio del fratello.

Erano alle tribune, in quattro, lottando, vicini. E la folla pareva spingere col suo fiato, con la sua forza, il cavallo per cui parteggiava.

— Smallah!... Smallah!... — fu da più parti un grido.

— Al diavolo! — esclamò Arrigo. — Dómino è battuto.

A pochi metri dal traguardo la piccola morella montata in giubba verde, era scattata fuori, per una corta incollatura, e vinceva.

— Smallah! Smallah! — si urlò da più parti, applaudendo. E nell’aria oscillò quella specie di pausa che segue le prolungate concitazioni, come avvien nel mare dopo l’ondata.