— Come la vedi?
— La vedo; sta zitta.
Fontenay venne avanti; Gabriel gli serrò addosso; Bloomy Boy, che dalla coda era passato nel gruppo di testa, non stava più che poche lunghezze dietro Gabriel. Arianna invariabilmente teneva lo steccato, senza perdere nè guadagnar terreno. Spuntavano già alla curva di destra, nel fondo; la giubba chiara di Missolungi biancheggiava per prima, con quelle de’ due francesi a ridosso, tanto vicine che parean confuse in una, mentre Samaritana stava già per cedere. Bloomy Boy aveva sorpassato Arianna, ma i tre primi, nella curva, li avevan un poco distanziati tutt’e due.
— Missolungi è finito, — disse Arrigo, un po’ ansante perchè vedeva i due francesi prevalere.
Gabriel infatti con forti lanciate stava per prendere la testa.
— Gabriel! — tuonò la folla, che li vide così sbucare dall’ultima curva, in dirittura. — Gabriel! Gabriel!
— Come va Missolungi? — domandò il piccolo uomo, incapace di estollersi, sopraffatto all’intorno da una specie di muraglia umana.
Arrigo non rispose. Fontenay cedeva, Gabriel era in testa nettamente, Bloomy Boy a due lunghezze, Arianna e Versilia di paro. Si vide Versilia, sotto una tempesta di scudisciate, buttarsi avanti, pareggiare Bloomy Boy, minacciare il vincente. Fu un urlo discorde, assordante, di due partiti che si combattevano:
— Gabriel! Versilia! Versilia!....
C’era nell’aria elettrica la sospensione di tutti i cuori.