Egli era uscito da una bottega, ed aveva incominciato a salire, pazientemente, con le sue forze sole. Si sentiva chiamato, da un’ambizione oscura ma imperiosa, a vivere tra quelli che vantavano il primato gentilizio, cui la ricchezza ed il lusso erano retaggio inalienabile. Per giungere sino a loro, qualsiasi frode gli era parsa lecita, e s’era mondata la carne plebea in un bagno di signorilità. S’era cacciato per strade oblique; nell’ombra s’era fatto il cammino. Aveva scelto con un singolare intuito quelli o quelle che lo potessero condur oltre; s’era piegato, s’era fatto agile, scaltro, violento, audace qualche volta, qualche volta umile.

Di alcova in alcova, di sala in sala, valendosi della sua maschia bellezza contro il debole cuor femminile, rimanendo inaccessibile ad ogni altra passione, chiuso nella sua funesta volontà, camminava guardingo, in attesa dell’ultimo assalto, pronto a carpire la più bella sua preda con l’audacia definitiva.

Quand’ecco, a quel punto del cammino, un amore insolito, spaventoso, lo fermava; un amore nefando e impossibile, che trovava una specie di oscuro divieto nella sua medesima volontà. E, cosa più terribile ancora, colei ch’egli amava, amava lui pure, gli veniva incontro a braccia aperte, piena d’incoscienza e di fremiti, offrendogli un sorso di veleno con il sorriso più innocente.

Era la sua sorella di carne e di sangue, aveva nel nascere lacerata la stessa ferita, macchiata la stessa coltre; aveva saziata alla stessa poppa la prima fame lamentosa.

Eppure egli non sentiva queste cose; queste cose erano solamente nel suo pensiero.

Qual altra salvezza poteva esservi per lui, fuorchè il fuggire?

Egli pensò di fuggire; fece i bauli, s’apparecchiò. Ma nell’ora della partenza, l’immagine di colei che amava gli si mise davanti alla porta e così forte l’avvinse nel piacere delle sue braccia colpevoli, che da lei non seppe disciogliersi, ed il terrore della rinunzia lo assalì.

— Badi, signore, lei perde il treno, — disse il domestico, entrato nella camera per prendere il suo bagaglio.

— Sì, va bene, — rispose Arrigo. — Lasciami stare.

— Ma guardi l’ora... Lei perde il treno.