Egli ripetè sordamente:

— Lásciami.

— La notte non dormo, — ella disse; — la mattina non riesco a levarmi dal letto. È come se mi avessero battuta. Mi ammalerò. Tutto questo, perchè ti voglio bene. Di giorno, qualche volta, bisogna che mi butti sopra una poltrona e stia lì ferma, come se fossi morta. Allora mi sembra che tu venga, e mi baci, mi baci... Fa tanto male... Se tu sapessi come fa male!

Egli rise d’un riso rauco, affannoso; ella ricominciò:

— Anche tu sei cambiato; diventi pallido, qualche volta mi fai paura.

Gli strinse ancor più le braccia al collo, e qualche lacrima tremò nella sua voce.

— No, non andartene, — disse. — Oppure, se parti, conducimi via con te.

Egli scosse il capo con violenza, come per ribellarsi alla tentazione che lo assaliva.

— Pórtami via! Saremo felici qualche giorno insieme...

Ne’ suoi occhi di fanciulla perduta brillava lo splendore della sua calda anima, il dolore della gioia non goduta.