— Nulla, è nulla... non badare a quel che dico. Ridi, Loretta, ridi ancora!
E si levò, si rimise a remare. Su la sua faccia era nuovamente scesa quell’espressione di violenza e di tormento che spesso lo contraffaceva; tutto il suo corpo straordinariamente agile si piegava, si distendeva, con impeto nello sforzo di arrancar sui remi; lo snello battelletto correva; l’acqua sferzata saltava con rapidi arcobaleni.
— Che hai? Perchè ti stanchi così?
Egli non rispose, anzi remò più forte.
— Lascia provare a me, — diss’ella; — voglio remare anch’io.
E fece atto di levarsi.
— Non ti muovere, non ti muovere, se no cadrai.
— Voglio remare anch’io; lascia che provi.
— Sì, aspetta. — E ansante abbandonò i remi.
— Come sei forte! Ora si correva!