Egli le sorrise nel tergersi il sudore che gli colava dalla fronte.

— Allora vuoi remare?

— Sì.

— Bene, proviamo: io mi siedo su l’altro banco e tu verrai qui.

Cambiò posto, mise in acqua un altro paio di remi e le tese una mano per sorreggerla mentre passava. Quando fu seduta, la baciò ancora su la nuca e su la tempia, la cinse, la tenne imprigionata. Ridendo, ella premeva la guancia contro il suo collo nudo; poi disse:

— Perchè mi hai fatta quella domanda, Rigo?

— Volevo sapere se mi ami, se mi ami davvero... — egli rispose con una timidezza d’amante.

— E non lo sai dunque?

L’altro non rispose; le insegnò a tenere i remi, le accompagnò il braccio nella remata.

— È facile! — rispondeva la fanciulla. — Vedi che so remare anch’io?