— Piano, fa piano, senza stancarti... Non affondare troppo il remo nell’acqua; così, guarda. Snoda il polso quando ti pieghi avanti, fletti la mano in basso quando dái la remata... Così, va bene.

Ella si divertiva; guardava un remo, poi l’altro, che non andavano insieme.

— Perchè non si cammina? — fece, indispettita.

— Si cammina adagio adagio.

— Voglio fare come fai tu.

— Abbi pazienza, ora t’aiuto.

Si mise anch’egli ai remi e navigaron fino a sera; fin quando su le due rive, sparse d’indaco e d’oro biondo, cominciarono a suonar da lungi le campane di tutte le chiese.

XIII

S’erano vestiti rapidamente per il pranzo; egli era entrato nella sua camera ad allacciarle il vestito, poi era mutamente rimasto a guardarla mentr’ella finiva di lustrarsi l’unghie e di togliersi la cipria dal viso. Le dolevan un po’ le mani per l’asprezza dei remi e se ne lamentava ogni tratto con una voce di bimba viziata. Per consolarla, egli le prese carezzevolmente le mani fra le sue, dicendole:

— Domani remerai di nuovo, il dolore passerà.