— Non avrai più paura, dimmi?... non avrai più paura questa notte, che c’è tanto profumo?... — gli mormorò sottovoce, con un brivido che la impallidì.

Poich’egli non rispondeva, gli prese un polso, lo strinse.

— Dimmi, dimmi!... Perchè non vuoi rispondere?

— Ho più paura che mai! — rispose. E tremò.

Or qualcuno cantava, sul terrazzo, laggiù.

Uscirono. V’era molta gente, seduta a gruppi, che ascoltava il concerto. Lor due si misero in disparte e si fecero servire il caffè. Eran quasi nascosti da un grande cespo di rosse azalee, che propagavan le lor vaste ombre su la ghiaia lucente. Tra la foltezza degli alberi non si poteva discernere il lago, ma ogni tanto si udiva l’acqua sciacquare contro la riva.

Egli disse alla sorella:

— T’annoierai la sera; qui non c’è nulla da fare.

— E se pure ci fosse, — rispose — non vorrei far nulla. Sto bene così.

— Ti senti stanca per aver remato?