Questo accenno religioso della confessione spaventò la fanciulla, come se, d’improvviso, l’abito nero del sacerdote, l’ombra dell’intercolunio, le mistiche nuvole dell’incenso, l’alito caldo che passa per la grata con il bisbiglio delle parole colpevoli, e la rampogna, e la condanna, e la minaccia di penitenze perpetue, le componessero nel cuore sbigottito l’immagine del suo peccato mortale.

— Perchè dici queste parole così nere? — domandò. E si strinse a lui, più vicina, quasi per trovare in lui un rifugio. La barca dei cantori lontanava nella sera lunare, e fievole si udiva di tratto in tratto il ritornello giocondo:

«Tela lina molto fina

che si mette ogni mattina...»

— Hai pensato, — egli riprese, — hai pensato a quello che avverrebbe se avessi una volta il coraggio, il terribile coraggio che mi è mancato finora?

— Due cose ho pensato: o che tu non mi ami veramente, o che il tuo cervello è malato. Se la nostra felicità è in noi, perchè dobbiamo spaventarla con tante riflessioni? Tu mi comúnichi a poco a poco il tuo male. Quando, per la prima volta, mi agitò questo immenso desiderio, súbito avrei voluto esser tua. Guardare più in là mi sembrava inutile, mi sembra inutile ancora.

— Ma, dimmi, — egli fece; — tu che parli con tanta leggerezza, conosci dunque il valore dell’offerta che mi fai? Comprendi cosa vuol dire questa frase che ripeti senza sgomento: «Essere tua?» Comprendi che ciò significa regalare, sacrificare a me tutta la tua vita?

Ella parve maravigliarsi di queste parole; ma tuttavia rispose a fior di labbro, senza convincimento:

— Sì, certo, lo comprendo.

— No, Lora, — egli corresse con indulgenza, — tu non lo comprendi. Verrebbe inevitabilmente un giorno, e forse non troppo lontano, nel quale diresti a tuo fratello: «Réndimi ora la mia vita, perch’essa è mia, e voglio viverla.» Ma pensi che allora io potrei cederti ad un altro? Pensi che, dopo un delitto come questo, si possa tranquillamente ricominciare la strada per la quale si andava prima? Tu sì, forse, perchè hai vent’anni ed un cuore spensierato. Ma io? Dimmi, che farei allora? Conosci la gelosia? Conosci quell’altro tormento, più grande, che si chiama il rimorso? Vedi: c’è fra noi una differenza fondamentale: tu mi ami perchè puoi dimenticare, perchè non conosci, e quasi non sai che sono tuo fratello... invece io ti amo appunto, e più disperatamente, perchè so, perchè so con profonda paura, che sei la mia sorella....