A testa china, guardando l’acqua insidiosa, che scintillava come una buia stoffa intessuta con fili d’argento e produceva un rumore appena sensibile urtando contro il muro della darsena, ella parve meditasse profondamente il senso di quelle parole.

— No, Rigo!... — esclamò d’un tratto, afferrandosi al suo braccio con una forza convulsa, — no! tu non sei mio fratello. Non ho mai pensato per un attimo che tu fossi mio fratello. Mi piaci, e nello stare con te sento che mi desideri come un vero amante. Préndimi!... fa di me quello che vuoi, per un’ora o per sempre, fin quando sarò bella e mi troverà bella il tuo amore... Non senti? Sono tutta profumata come un fascio di rose... Préndimi!... stríngimi fra le tue braccia, come se fossi un gran fascio di rose... Ma ridi! ridi!... perchè non posso più vederti così buio... Ridi ancora una volta... ridi!

La barca ripassava di lontano e si udiva cantare:

«Tutto quanto le darei

per far come fai con lei...»

XIV

— Sali e spógliati, Lora — egli le aveva detto a piè dell’ascensore, forse perchè temeva di affrettare quella imminente ora notturna. — Córicati presto e riposa bene.

— Ma tu non sali? — domandò ella indugiando.

— Sì, fra poco. Ancora non ho sonno; rimango a fumare un’altra sigaretta.

— Io pure non ho sonno... — ella fece.