Per inerzia, o perchè s’annoiava, o forse per una tentazione indefinibile, divenne con lui meno severa che per il passato. Ricominciarono a passeggiare luogo il viale solitario, verso la gabbia dei vecchi fagiani, a correre in automobile per i dintorni, a scendere nelle trattorie di campagna per bere il fresco vinetto biondo che una paesanella portava, con due larghi bicchieri, sopra un vassoio d’opaco stagno, pieno di ammaccature.

Poi Rafa, con una lenta pazienza, la indusse ad altro. Trovarsi nei giardini, correre le strade maestre, scendere nei villaggi, poteva tuttavia essere un rischio per lei... Venisse per una breve ora nel suo piccolo appartamento: era una casa tranquilla, sicura, lontana dalle vie frequentate; si poteva, da un terrazzo del primo piano, sorvegliar la strada e nessuno l’avrebbe veduta entrarvi nè uscirne, mai. Avrebbero discorso in pace, lontani dalla gente curiosa, ed egli prometteva, giurava, di rispettarla, con tanto maggior scrupolo quanto più ella mostrasse d’aver fiducia in lui...

Forse perchè lo voleva ella stessa, un giorno si lasciò persuadere.

Nell’afa del caldo mese il pomeriggio abbagliante percoteva i tetti, le finestre delle case; pendeva su la città scintillante una rossa cupola di fuoco.

Mentre saliva le scale, si rammentò quel tremore che aveva conosciuto le prime volte nel recarsi a trovare il fratello, e siccome il cuore le batteva troppo forte, sul pianerottolo si fermò a riprender fiato. Ma egli era dietro l’uscio e le venne incontro.

— Cosa mi fate fare!... — esclamò Loretta, varcando la soglia.

Nel buio dell’anticamera vide un trofeo d’antiche armi, e vide, a ridosso del muro, un lungo attaccapanni tappezzato d’un cuoio fosco.

— Siete in casa vostra, — le rispose Rafa con un gesto ed un accento pieni di solenne galanteria, mentre non sapeva come nascondere la propria trepidazione.

Grano cinque o sei camere, mobiliate con eleganza, piene di fiori quel giorno; camere taciturne, ambigue, pervase da una certa insidia, che pur tradivan nella squisita leggiadria dell’arredo quella particolare freddezza, quella imprecisabile vacuità, che nelle case degli scapoli grávita come un senso di continua disabitazione. Rafa le serbava di fatti per i suoi piaceri e solo qualchevolta vi dimorava nei mesi d’estate, quando la sua famiglia era in campagna.

Benchè di cuore ingenuo, Rafa era per lunga esperienza un conoscitore di donne ed aveva, nel desiderarle, una rara e difficile virtù: la pazienza. Si era spesso trovato a debellare una caparbia onestà, un pudore astuto, sicchè non aveva mai rinunziato a credere che anche Loretta finirebbe tosto o tardi con cedere al suo piacere. Forse capiva ch’ella si sarebbe arresa piuttosto al suo denaro che a lui, ma Rafa era tra quegli uomini avveduti che non si perdono in queste distinzioni sottili.