Rafa le portò a bere un’aranciata così fresca, che appannava il cristallo della caraffa; poi bevve a sua volta, nel medesimo bicchiere.
— Gli altri anni, a quest’ora, sono già in campagna, — disse Rafa. — Il caldo mi fa male. Però quest’anno mi è impossibile partire; l’idea di non vederti più mi riesce insopportabile. Ma tu cosa pensi fare durante l’estate?
— Ancora non so nulla; non dipende da me.
— E da chi dipende?
— Forse da’ miei genitori, forse... — aggiunse con esitazione, — da mio fratello.
— E non da me in ogni modo?
— Da voi? come da voi?
— M’hai detto una volta, nel parlarmi d’altre cose: «La mia famiglia m’annoia; verrà forse un giorno nel quale sarò libera, interamente libera, perchè voglio cantare.» Ti ricordi d’avermi detto questo?
— Si, me ne ricordo, e ripeto: Verrà un giorno, forse prossimo, nel quale sarò libera.
— Ecco, e pensando a quel giorno, io pure ho fatto un sogno... ma così bello che non oso dirtelo.