— Un’altra? Ma cosa dici? Non hai compreso ancora che ti amo, che ti amo da lunghi mesi, ogni giorno più forte? che mi puoi far ubbidire come un bambino, e tu sola, tu sola, devi ridarmi la pace che non ho più?... Un’altra? Questa parola non ha senso! Ma, ragiona un momento. Credi che non sappia a quali rischi vado incontro facendoti questa proposta? Ebbene, che m’importa? Non voglio, non posso più riflettere! Nessun pericolo mi fa paura. Solo dimmi di sì! Domándami quello che vuoi, ma dimmi di sì!
— Non domando nulla, — ella fece, pentita di lasciarsi vedere così previdente.
— Allora senti, ascóltami... — E s’inginocchiò davanti alla sua poltrona, la ricinse con le braccia.
— Che fai? che fai?
— Nulla; ti prego in ginocchio. Vóglimi un poco di bene, sii una volta buona con me!
Così a ginocchi, proteso verso lei nell’ardore del suo desiderio, con gli occhi appassionati, la voce supplichevole, Rafa era quasi bello, ed ella lo guardò.
— Via, lasciami stare... — ella fece, con una certa molestia.
Egli la teneva stretta per la cintura, e pesandole un poco addosso, le copriva l’abito, i polsi, di baci minuti.
— Quante amanti hai fatto sedere su questa poltrona? — ella domandò subitamente.
— Quante? Nessuna.