— Meno chiacchiere! — inveì. — Non conosco più nessuno. Ma visto che sei qui, veniamo a patti chiari.

L’altro avanzò di qualche passo; si sentiva tuttavia così colpevole che non ardì sedersi e rimase in piedi davanti al Riotti come davanti un giudice.

— Punto primo: dov’è tuo figlio? — interrogò il farmacista.

Stefano aperse le braccia:

— Non so...

— Credo che lo sappiate benissimo, ma per prudenza lo teniate lontano.

— Ti prego di non supporre...

— Io suppongo, se mi permetti, anche di peggio! Suppongo sopra tutto che da gente onesta non possa nascere un delinquente di quel genere!

La risposta era ovvia, ma l’occhialaio non ne volle trar profitto. Fece on piccolo gesto di collera, piccolo, quasi nullo.

— Ma ora che la cosa è fatta, — seguitò il farmacista, — inutile recriminare. Quello che decido è semplice: fa uno stato a tuo figlio, mettilo in condizioni da vivere almeno decorosamente, e che si sposino al più presto.