— È quello appunto che ti volevo proporre.

— Però, intendiámoci... — l’altro soggiunse. — Si sposino e facciano quel che vogliono, siano felici o vadano a finire in malora, a me poco importa; ma in casa mia, nè lai nè lei, mai più!

— Via... — mormorò l’occhialaio.

— Quanto a noialtri, come se non ci conoscessimo neppure. Ognuno a casa propria. Perchè, dopo quanto accadde, non è possibile ch’io perdoni mai più.

— Via, Guglielmo, non essere ingiusto...

Ma il farmacista gli troncò la parola:

— Siamo intesi, e buona sera, — fece, mostrando vagamente l’uscio.

In vita sua non era mai stato così laconico. Stefano se ne andò; e visto che l’Eugenia era quasi guarita, persuase la moglie a non bazzicare più in casa del Riotti, poichè gli pareva che il farmacista esagerasse un poco ne’ suoi modi brutali.

Quando non gli rimase più il becco d’un quattrino nè il mezzo per trovarne, Arrigo fece ritorno al focolare paterno. Era pronto a lasciarsi rabbuffare nel peggior modo, era deciso a cacciarsi nell’uragano come un uomo perduto.

— Me ne sono andato per semplificare le cose, — ebbe la sfrontatezza di dire al padre, non appena lo vide. — Se fessi stato qui presente, chissà mai che pandemonio!