— Dove vai? — le domandò il padre.
— Vado in camera mia, visto che qui ricevo solo impertinenze.
— Via, — disse la madre, — vieni e mangia; ti ho fatto serbare il pranzo.
Ella si rimise davanti allo specchio ed incominciò a togliersi il cappello, ma lentamente.
— Hai un profumo che dà il mal di testa! — osservò nervosamente Paolo, che poggiato contro la tavola sorseggiava un ultimo bicchier di vino.
— Veh, poverino!... — fece Loretta. — Come sei delicato!
Contro di lei egli diveniva súbito iracondo; i suoi piccoli occhi si facevan malvagi, la sua bocca prendeva un’espressione dura.
— Altro che ironie! — brontolò. — Sarebbe ora che ci spiegassimo una buona volta! Così non è possibile andare avanti.
— Giusto, — sentenziò il Riotti.
— Almeno lasciatela mangiare... — intervenne la madre. — Discuterete poi.