Loretta s’avvicinò al padre, gli mise una mano su la spalla, con l’altra gli carezzò il viso.

— Via papà, non sgridarmi... — disse. — Che faccio poi di male?

Il vecchio tentennò il capo ed ella si piegò su di lui. Era così bellina, sorrideva... Egli non osò più dirle nulla.

Ma Paolo ebbe un gesto d’impazienza.

— Tu, papà, sei troppo debole con quella ragazza, — disse. Lei ti fa vedere quello che vuole.

Fece una pausa, poi soggiunse:

— E visto che tu non parli, parlerò io.

Si levò in piedi e s’avvicinò alla sorella con un fare minaccioso.

— Cos’è questo?! — disse, dando con due dita un pizzico nella stoffa della camicetta. — E questo? e questo? e questo! — continuò con veemenza, segnando la sottana, le scarpine, la pettinatura, i braccialetti.

— Roba mia, — rispose Loretta, impallidendo un poco.