E curvo, camminando a passi faticosi, lo precedette. La madre, Paolo, entraron dopo di loro.

— Ci sarà un consiglio di famiglia, — malignò il farmacista, con la viva tentazione di seguirli. Ma per convenienza suggerì a sè stesso:

— Finisco la mia pipa.

— Gesummaria, che faccia hai, Rigo! — esclamò la madre, entrando nella stanza illuminata. — Figlio mio, cosa t’è accaduto? Non sei più tu!

Egli era di fatti spaventosamente pallido e magro; gli occhi solo vivevano di una vita febbrile nella sua faccia devastata.

Egli cercò di sorridere:

— Sono stato un po’ male... Ho avuta la febbre per molti giorni.

— Ma l’hai ancora... Se ti vedessi, figlio mio!

— No; ora sto bene.

Il padre lo considerava mutamente; Paolo s’avvicinò a lui, con la bontà impacciata delle persone semplici.