Un riso crudele gli salì fino alla gola e risonò contorcendo la sua bocca sinistra.
— Va bene, — disse lentamente, — va bene!
Poi continuò, scandendo le parole:
— Se Loretta è partita con un amante, io sono un uomo rovinato e perduto... — Fece una pausa e ripetè: — rovinato e perduto.
Si cacciò una mano fra i capelli, tacendo con la bocca una smorfia di dolore; indi riprese:
— Ma non importa. Voi tre... voi tre: padre, madre, fratello, dovevate impedire che partisse a costo di ucciderla. Non lo avete fatto, e siete responsabili di tutto quello che può succedere. Non dimenticatelo: voi tre!
E li segnava col dito ad uno ad uno, ridendo di quel suo riso sinistro.
Paolo s’avanzò verso di lui, fissandolo co’ suoi piccoli occhi intensi. Quando gli fu vicino, rovesciò la testa indietro, duramente, con un atto di sfida.
— Di’ un po’!... cos’hai tu per la Loretta?... — fece, con un tono ambiguo.
— Io?... — pronunziò Arrigo, illividendo.