— Ma quello che non so, — riprese, — è dove sei stato finora, dove sei fuggito, che hai fatto?

Egli diede una grande risata, stridula, disperata, che suscitò in quel silenzio un’eco sinistra, e parve il riso implacabile d’un’anima gonfia d’odio contro sè stessa. Poi, di scatto, sorse in piedi, spingendo indietro la poltrona, e, fermo davanti a lei che rimaneva inginocchiata:

— Non hai orrore di me? — chiese, fissandola.

Clara gli sollevò nel viso gli occhi mansueti:

— Povero mio amore... — gli rispose con dolcezza; e si levò.

— Non ti faccio orrore, dimmi?

— Dolore mi fai, disperazione mi fai... Non altro. Io sarò sempre la tua amica e non ti devo giudicare, io.

Egli abbassò la fronte, con vergogna.

— L’ami? — ella fece, così piano che appena si udì.

E tremava. Ma egli scosse la testa con un moto ruvido e non volle rispondere.