— La mia vita è morta, — disse. — Ho tutto perduto in un giorno; tutto. Vivo in una specie di vertigine. Son venuto da te, perchè sei il mio ultimo rifugio. E pensavo che anche tu mi avresti respinto.
Poi gli salì un rimorso fuggevole dal fiore dell’anima:
— T’ho fatto piangere molto, non è vero?
Ella rispose:
— Che importa?
Allora si risovvenne d’essere donna, d’aver tuttavia qualche grazia nella sua consumata persona, di potergli forse dare un conforto parlandogli con la sua voce più morbida, lasciandolo discorrere della sua pena; e gli si fece presso, gli posò le mani su le spalle con un atto debole e dolce:
— L’ami ancora? — domandò. — L’ami ancora molto?
— Con furore! con furore! — gridò egli, senz’alcuna pietà.
Ella si ristrinse nelle spalle, per dominare un tremito che l’assaliva.
— Raccóntami... — fece, con la estrema curiosità del suo tormento. — A me puoi dire tutto, se questo ti fa bene. Io non sono più nulla, tranne che la tua amica... Raccóntami...