Col piede urtò nella lampada caduta, la raccolse; non s’era spezzata e la riaccese. Metteva in ogni gesto una lentezza voluta, come se gli piacesse prolungare il silenzio davanti alle parole inevitabili.
Ora la luce rosea della lampada velata si spandeva nuovamente sul terrazzo quasi bianco; egli stava nel mezzo, ella nell’angolo, sempre rintanata, con gli occhi attenti ad ogni gesto di lui.
Allora il giovine incrociò le braccia, drizzando quasi con fatica la persona stanca.
— Lora, — disse, — il giorno che ti sei data per la prima volta all’uomo che paga i tuoi lussi, hai pensato menomamente a quello ch’era stato fra noi?
Fece una pausa, ma prima ch’ella potesse rispondere disse con forza, con ira:
— No!
Poi rise, divenne scherzevole, parve che tentasse d’irritarla.
— Infatti, — la beffò, — mi sembri più bella! Questa vita un po’ pigra ti fa bene alla salute. Ingrassi. Bada, forse un po’ troppo... La vestaglia ti si dislaccia... Non eri così quando ti conoscevo io. Forse Rafa ti fa star molto coricata, e il letto ingrassa... bada!
Prese uno sgabello e vi sedette.
— Discorriamo.