Egli la fissò ancora con uno sguardo dubitoso, poi mutò pensiero:

— Perchè sei sola questa sera?

— Sono molte volte sola, — ella rispose.

Tacquero; un lungo silenzio dominò la loro inquietudine. Egli aspettava ch’ella parlasse; ella era in attesa delle parole di lui. E si esaminavano attenti; l’uno cercava di leggere nel cuore dell’altra.

— Dunque, — egli riprese dopo quella pausa, — dunque non hai nulla a dirmi?

— Sì, molte cose... ma ho paura di te.

— Ed hai ragione, — disse il fratello. — Io son giunto a quell’ora in cui non si rispetta più nulla e nessuno, in cui tutta una storia va incontro al suo pericolo definitivo. Però t’ascolto, se devi dirmi qualcosa, e ti ascolto ancora con bontà, Lora, perchè io sono ancora lo stesso... ti ripeto: ancora lo stesso.

E mise nella sua voce, in queste ultime parole, un accento soave come una carezza.

— Siéditi, — soggiunse; — vienmi più vicino.

— No! — ella fece due volte, — no.