— Hai paura?

Non rispose; ma pareva che un’angoscia, una pietà, una compassione quasi vicina al ribrezzo, le soffocasse l’anima in quel rifiuto.

Sul limitare della sala semibuia la figura di Lazzara comparve, piena d’esitazione, tuttavia con l’aria d’esser lì per recarle soccorso.

L’uomo si volse a lei con una mossa repentina:

— Che volete? — inveì.

La ragazza non rispose; i suoi occhi spauriti si volgevano dall’uno all’altra, quasi per indovinare.

Ma Loretta le disse:

— Non temere, Lazzara. Sali nella tua camera e dormi. Fra poco mio fratello se ne andrà.

— Vostro fratello, signora?... — profferì la fanciulla, senza poter credere a sè stessa per la maraviglia.

— Sali e dormi, Lazzara, — comandò Lora brevemente.