— Cinquemila, — precisò il Cianella, che amava di andar per le spicce. E si mise a contemplare la fisionomia del suo recente amico.

Arrigo meditò qualche attimo.

— Ci posso arrivare forse, ma con un po’ di fatica, — disse. — Al momento non le ho, ma prima del pranzo spero di fartele avere.

— Grazie, — rispose l’altro con semplicità, come se le avesse già intascate. Poi si credette in obbligo di qualche spiegazione.

— Ho presa una batosta la notte scorsa. Quel diavolo di Sacco Berni ci ha messi tutti sul lastrico. Sapessi che smazzate, mio caro! È tornato dalla campagna con una fortuna più spaventosa che mai. Invece io, da un mese in qua, non faccio che perdere. Pazienza! Intanto ti ringrazio. Sono venuto da te, sapendo che hai buon cuore e che sei un uomo discreto. Ma non son venuto solo per stoccarti...

Fece una pausa ed assunse un’aria di protezione:

— Totò Rigoli mi ha parlato della tua presentazione al Circolo; mi ha domandato se accetterei di firmare la tua scheda insieme con lui... sopra tutto in questo momento che ho la carica di segretario temporaneo. Totò Rígoli ti vuol bene. Ed io, naturalmente, ho accettato. Firmerò oggi stesso la domanda e mi metterò a fare una campagna in tuo favore. Sai, qualchevolta, per ricevere un nuovo socio, sollevano mille difficoltà... Nel caso tuo ci sarà da combattere, perchè hai suscitato molte invidie... A proposito come sta la Ruskaia?

La Ruskaia stava benissimo, e pagò lei, naturalmente, le cinquemila lire che occorrevano a Beppe Cianella perchè questi accettasse di presentare al Circolo l’amico dell’amico Totò.

E l’urna, talvolta ingiustamente crudele, fu propizia a quest’uomo che aveva il coraggio di credere nella fortuna. Ebbe una votazione assai contrastata, ma per un piccolo eccedere di palle bianche gli si apersero le porte di quel Circolo nobiliare che per molti anni era stato il privilegio di una casta veramente appartata. Le barriere più alte cadevano davanti al passo dell’avventuriero; sopra il suo nome si era combattuta una di quelle piccole battaglie mondane che decidono l’avvenire d’un uomo.

Che importava a lui se dietro le sue spalle alcuno mormorasse, alcuno gridasse pure al sopruso? Li avrebbe fatti tacere, li avrebbe vinti, o con la persuasione o con l’arroganza, perchè poteva ormai dividere gli utili dagli inutili e gli amici dai nemici.