— Io delle vergini ho paura, — disse gravemente Giannotto Pigna, — perchè molte volte attaccano la sifilide...

La marchesa di Versano passò in quel mentre, nella sua carrozza scoperta, con la pariglia del sauro e del grigio, due superbi trottatori. Molti si levarono il cappello, inchinandosi profondamente.

— L’aborto non le ha fatto male, — osservò il Rigoli. — Si è rimessa molto presto. Ma il Commendatore ha certo avuta una bella paura...

Alcuni, poich’eran amici di casa, si astennero dal ridere.

— Totò, la conosci la vergine di Rafa?

— Io no.

— E allora come sai ch’è una ragazza onesta?

— Me lo ha confidato Rafa.

Sopraggiunse il conte Anatoli, con un abito nuovo, che gli stava malissimo. Era famoso per la sua eleganza ridicola. Molti si misero a burlarsi di lui, cosa che in fondo lo lusingava.

— È una vespa, ma è carina, — ribattè Lanzo, al quale non poteva uscir dal capo. E domandò al Pigna, uso a piantonare per lunghe ore quell’angolo: