— Passa ogni giorno qui?
— No, quasi mai.
Il del Ferrante, la notte innanzi, aveva vinto al Circolo trentamila lire. Quando giunse fu assai complimentato e gli fecero narrare i particolari della bella partita. Ma in quel punto scese di vettura la Tita Borsani, che si era data modestamente il nome di Tita La Vallière per miagolare nei teatri di varietà. Aveva, tempo addietro, avuto un capriccio per il del Ferrante, e non appena lo scorse, poichè doveva passare frammezzo al crocchio, lo prese per il braccio dicendogli con una certa ostentazione:
— Venite ad offrirmi una tazza di tè.
Il del Ferrante, con l’aria d’un uomo che ubbidisse a malincuore, l’accompagnò nella sala. Molti altri li seguirono.
— E così che tenete le vostre promesse? — disse ad Arrigo la signorina La Vallière, non appena furono seduti. — V’ho aspettato ieri e l’altro ieri. Aspettato per modo di dire: cioè sono rimasta in casa.
— Piccola Tita, sai bene che avevo detto: forse...
— Perchè mi dài del tu, scusa? — ella interruppe con impertinenza.
— E tu?