— Ah, va bene!

— T’è passata l’ubbriacatura? — le fece uno, avvicinandosi.

— Sciocco! — ella rimandò con un bel riso. — Ti pare che avessi bevuto iersera?

— Se mi pare? T’ho messa in carrozza di peso per ricondurti a casa, e se fossi venuto fin sopra, giuro che non te ne saresti nemmeno accorta!

— Oh, di te, pare che sia molto difficile «accorgersi...» — ella fece ridendo.

L’altro non disse nulla, ma sembrò che la celia non gli garbasse affatto.

— Dunque ti sei messa a bere? — le domandò Arrigo, non appena quegli si fu allontanato.

— Ma no! Ieri notte mi hanno fatta bere per forza. Quel terribile Mumm... Su, versami il tè. Perchè mi guardi? Cosa pensi?

— Penso, cara Tita, — egli disse affettuosamente, — che ci siamo quasi quasi voluti bene una volta, e ciò mi rattrista, perchè io provo sempre una grande malinconia pensando alle cose che sono passate, alle cose che non possono...

— ... tornare più! — ella fece, seria, nel sorridere.