— Tu?... No, grazie! Tu sei un uomo prosaico, sboccato e pieno di vizi. Per innamorare le donne ci vuole sempre un poco di poesia.
Ella inzuppava un biscotto nel tè, afferrandolo in fretta con le labbra, perchè non si spezzasse.
— E del resto, — continuò, — se non è libero, cosa m’importa? Io non gli domando niente. Gli dicevo anzi ch’è diventato un posatore.
Sopravvenne il Malatesta, con il cappello messo all’indietro, l’occhialetto insolente, stringendo fra le dita la mazza flessibile, che faceva roteare. Disse ad Arrigo:
— Tu, che sai tutto in fatto di donne, sapresti per caso dirmi chi è la ragazza alla quale corre dietro Rafa Giuliani? È passata poco fa: mi piace.
— Non l’ho veduta, — rispose Arrigo. — Non so nulla di nulla.
— Se Rafa le corre appresso, ti consiglio di lasciarla stare, — osservò la Tita, piena di buon senso. — Rafa è troppo ricco.
— Ecco la donna venale! — esclamò il Malatesta con un riso gaio.
Era un autunno di sole; nei parchi e nei giardini ove andava la piccola vespa tutte le foglie non eran cadute ancora.