Vi andava rarissime volte, e sempre in vettura chiusa, perchè a nessuno potesse mai accadere di vederlo bazzicare in quel suburbio. Ora, nella sua casa, tutti avevano in lui quasi un rispetto diffidente e timoroso.

Quella sera la famigliola pranzava. La luce elettrica, messa da pochi mesi, rischiarava la piccola retrobottega, e, per un’abitudine antica, pranzavano lì, sebbene avessero al pian di sopra una saletta ben mobiliata.

Donna Grazia, nel trascorrere di quei lenti anni, s’era fatto un po’ dura d’orecchio, s’era presi certi malanni reumatici che le davan noia. Come donna di casa valeva molto poco; tutti i suoi meriti si riducevano a saper preparare, insieme con la domestica, certe minestre sostanziose che odoravano per l’intero vicinato. Lui, Stefano, un po’ più curvo, un po’ più calvo, era sempre il medesimo; gli mancavan ora due denti incisivi, il che dava al suo bigio volto una malinconica espressione di vecchia bestia malata. Paolo era un ragazzotto piuttosto incline alla corpulenza, con il cranio tondo come un cocomero, due occhietti buoni e scialbi, le linee del volto precise come quelle del fratello, ma un po’ inselvatichite.

Fra quei tre tipi grossolani, ciò che formava un singolare contrasto era la figurina leggiadra di Anna Laura, con la sua torricella di capelli ben pettinati, con i suoi abiti quasi eleganti e la squisita grazia di tutto il suo corpo, che dava la fresca e odorosa impressione d’un bocciolo di rosa.

— Buon appetito a tutti! — aveva detto Arrigo, entrando.

Gli avevan ricambiato il saluto con una esclamazione di sorpresa, pur senza interrompersi dal pranzare; tranne Loretta, che s’era levata in piedi e gli era corsa incontro buttandogli le braccia al collo e ridendo con un’allegrezza infantile ma un po’ sguaiata.

— Oh, Arrigo! Arrigo! finalmente... — esclamava.

— Come va? — disse il padre, asciugandosi il mento gocciolante.

— Bene, bene, — rispose Arrigo, accarezzando il braccio della sorella e tendendo l’altra mano al padre. — Veramente bene.

Poi si chinò verso la madre per baciarla sui capelli.