— Per bacco! E datemene ancora!
La vecchia madre, tutta confusa dal complimento come se le venisse da un estraneo, prese la fondina del figlio, la riempì di nuovo e gliela porse.
— Nei ristoranti dove tu vai devi mangiare ben altra roba, — fece, come per iscusarsi.
— Eh, no mamma! Dopo tutto, una buona minestra fatta in famiglia è ancora la cosa migliore.
— Bravo, Arrigo! Dillo un po’ alla Loretta, che tira sempre su il naso! — intervenne Paolo. — Per lei ci vogliono le pernici!...
— Tu mischiati dei fatti tuoi, fammi il piacere! — gli rispose con dispregio la ragazza. E versò ad Arrigo un bicchier di vino; un buon vinetto onesto, che sgorgava dal fiasco a piccoli fiotti con uno scintillìo di rubini.
— Buono, — fece Arrigo, assaggiandolo. — Ma voi vi trattate da principi!
— Ci vuoi prendere in giro, eh? — disse con indulgenza il padre, ch’era commosso per la sua pipa.
— Io? Tutt’altro! Come volete che vi prenda in giro? Dopo tutto non sono forse in casa mia?
Gli faceva bene al cuore quel po’ di riposo familiare in mezzo alla sua vita piena d’infingimenti e di scaltrezze.