— Dunque? — fece.
— Che hai? Non stai bene?
— Sto benissimo; solo mi avete fatto mangiar troppo ieri sera. Non sono avvezzo a quella cucina pesante. Allora tu vieni... ah, sì, per il teatro!
— No, io ti vengo a trovare, perchè ho voglia di discorrere con te. Se sapessi quanto m’annoio! Il vederti è come una festa.
Arrigo sorrise.
— Siediti, Loretta. — E allungò il braccio sul tavolino da notte per prendere una sigaretta.
— Cercami uno zolfanello, piccola.
Ella guardò in giro per la camera e quand’ebbe trovata la scatola, venne presso il letto e si chinò sul fratello per accendere la sigaretta ch’egli teneva tra le labbra.
Poi, amichevolmente, gli passò la mano su la fronte.
— Dammene una, — diss’ella, sedendo su la proda del letto.