Dice il Compare:

«Guardatela, poichè la Nuvola è per discendere... fra poco non la vedrete più. La bellezza, voi sapete, si guasta e si logora di chi la guarda; perciò conviene che tra gli uomini passi rapida, lontana. Essa più che tutto ha paura dell'abitudine, vero ed unico vizio dei sensi, malattia che sciupa l'universo. E per tal modo comprenderete come il pudore le sia necessario meglio che alla virtù. Quando avrete per lunghissimo tempo respirato nel profumo e tra un contorno di rose, — cioè in quel respiro e in quella vista ch'io credo la migliore del mondo, — sarete vicini ad aver spenta la divinità delle rose e propensi forse a gustare con ebbrezza l'odore noioso d'un cavolaio.

Guardatela dunque con intensità, finch'ella è un giardino di bianche rose!»)

Lo scrittore celebre:

Ho tanti lauri che ne sono stanco.

Io possedetti la Bellezza e la Gloria come veneri nude, gridai nel mondo la parola incorruttibile, brillantata come diamante, materiata quasi d'arcobaleno e di fiamma, che forse potrà separarsi dalla perpetua geminazione delle sue nascite per vivere di bianca solitudine, alta e lontana da quel colore di scordamento che sul fuoco dei più tersi cristalli raduna il tempo dimentichevole.

Io sono stato un vandalo, rapace ma grande, che per vestire la mia Statua della Bellezza cento imperatrici e mille schiave impunemente spogliai! Ora la Statua Perfetta è fastosa e luccicante come la gioielleria d'un satrapo orientale, come il tesoro inaccessibile d'una chiesa bizantina.

Ho tanti lauri nei mio giardino, Banchieri!... che ne sono stanco.

Banchieri!... adesso faccio come voi: speculo con le ricchezze degli altri; è più semplice, molto... più comodo, assai... e talvolta cápita perfino di pescar tra i cocomeri una melagrana più rossa, che quelle, dal riso dionisiaco, melagrane apollinee dell'Albero mio!

Ho tanti lauri che ne sono stanco...